Vincenzo Figuccia: “Migliaia di imprese edili chiudono e la Lupa continua ad allattare”

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Continua la crisi nera dell’edilizia in Italia e più marcatamente in Sicilia dove centinaia di imprese edili anno dopo anno chiudono i battenti con la conseguente perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. Sul tema si è espresso il deputato regionale dell’Udc Vincenzo Figuccia che ha puntato il dito su alcune misure come il reddito di cittadinanza che tolgono aiuti alle imprese e non fanno aumentare la crescita del paese.

Vincenzo Figuccia, deputato all’Ars dell’Udc

Di seguito il comunicato di Vincenzo Figuccia:

“Apprendo con rammarico come secondo quanto riportato dal rapporto dell’Osservatorio Economico di Confartigianato Sicilia, il comparto artigiano abbia perso 410 imprese edili nell’ultimo anno in Sicilia con oltre tre mila addetti in meno. Un’emorragia senza precedenti che prefigura un danno sostanziale inesorabilmente legato alla palese riduzione dei finanziamenti concessi alle imprese delle Costruzioni. Meno crediti alle imprese, meno lavoro, meno occupazione che sfocia in disoccupazione e minore produzione. A ciò si somma la scarsa sicurezza sui luoghi di lavoro e la mancanza totale di assicurazioni per chi lavora in nero. In particolare dal 2009 al 2018 sono 539 mila i posti di lavoro persi nel settore delle costruzioni solo in Italia. E mentre gli altri Paesi dell’area euro hanno visto, dopo la crisi, un aumento degli occupati nel settore edile, l’Italia e la Sicilia in testa, ha continuato a perdere posti di lavoro. Non è difficile rintracciare le responsabilità di chi da Roma, continua a prestare le mammelle statali puntando su misure assistenzialistiche e palliative. Lo considero solo un modo per sperperare risorse che altrimenti potrebbero essere investite nelle grandi opere pubbliche, nella manutenzione, nella riconversione green di strutture fatiscenti che potrebbero essere rese con appositi interventi, ecosostenibili e meno impattanti”