Trapani, terremoto elezioni. Dopo il soggiorno obbligato imposto ieri a D’Alì oggi è arrivato l’arresto di Fazio

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Palazzo Senatorio, sede istituzionale del Comune di Trapani

 

È un vero e proprio terremoto quello che si è abbattuto tra ieri e oggi a Trapani sulle elezioni amministrative del prossimo 11 giugno. Ieri la Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha notificato una richiesta di soggiorno obbligato al senatore e candidato sindaco di Forza Italia Antonio D’Alì sostenendone la “pericolosità sociale”. Il senatore, che pochi mesi fa era stato assolto in appello dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, ha parlato di persecuzione giudiziaria continua nei suo confronti e ha sospeso la propria campagna elettorale.

A finire in manette stamattina è stato un altro candidato sindaco, il deputato regionale ed ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio, coinvolto in un giro di corruzione sulla gestione dei fondi per il trasporto marittimo insieme all’armatore Ettore Morace (figlio del presidente del Trapani Calcio Vittorio Morace) e al funzionario regionale Giuseppe Montalto. Nell’operazione, denominata “Mare Monstrum”, coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Bernardo Petralia sono coinvolti anche il sottosegretario Simona Vicari e l’ex deputato regionale candidata in questa tornata elettorale al Consiglio Comunale di Palermo Marianna Caronia. Tra gli indagati anche il governatore Rosario Crocetta con l’accusa di concorso in corruzione.

Palazzo Senatorio, sede istituzionale del Comune di Trapani

 

(Redazione)