Tale e Quale Show: analisi di Delia Romano

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Si è da poco conclusa la nona edizione della trasmissione “ Tale e Quale show ”, adattamento italiano di un talent spagnolo di successo prodotto dalla Rai, e sento il bisogno di esprimere un giudizio più che positivo su questa produzione che considero di altissimo livello. Per chi non lo sapesse si tratta di una particolare gara musicale con tanto di giuria qualificata, i cui partecipanti o sono cantanti quasi sconosciuti perché caduti nel dimenticatoio o sono esordienti ovvero appartengono al mondo dello spettacolo ma non svolgono la professione di cantante.

L’originalità del programma consiste nell’abilità, da parte dei concorrenti in gara, di esibirsi dal vivo in maniera identica a quella del cantante professionista scelto precedentemente. Questo comporta una vera e propria trasformazione dell’artista concorrente che impegna una équipe di truccatori, musicisti e coach nella realizzazione della “copia” perfetta del cantante  da imitare.

Il punto di forza di questo programma risiede in questo lavoro minuzioso di preparazione del concorrente per cui gesti, atteggiamenti, sguardi e timbro vocale devono essere il più possibile  somiglianti all’originale. Inoltre anche le coreografie, i costumi e i balletti eseguiti da un ottimo corpo di ballo, rendono ancora più credibile l’esibizione, giungendo a trasportare nel tempo lo spettatore quando si tratta di performance relative a cantanti del passato.

L’altro elemento fondamentale è dato dal conduttore. Carlo Conti si rivela adatto a questo compito seguendo il giusto ritmo con domande sempre pertinenti rivolte ora agli imitatori ora alla giuria, che ha il compito di assegnare, alla fine della puntata i voti necessari per stilare la classifica. Anche i concorrenti danno un voto al “collega” preferito ma non è mai influente né, forse, obiettivo dato  che traspare un forte condizionamento motivato da simpatie e amicizie .

La giuria, fin dalla prima edizione, è presieduta dalla grandissima Loretta Goggi, artista completa in quanto attrice, cantante, ballerina e imitatrice. In questa veste ha condotto negli anni settanta un programma, Formula 2, con l’indimenticabile Alighiero Noschese, da cui ha appreso trucchi e insegnamenti che l’hanno portata ad imitare cantanti come Mina, Patty Pravo e Ornella Vanoni. Gli altri giurati in questi anni sono stati Claudio Lippi, Enrico Montesano, Cristian De Sica, Gigi Proietti e Claudio Amendola. Quest’anno, con la Goggi, c’erano Vincenzo Salemme e Giorgio Panariello, che hanno spesso alleggerito il programma con battute simpatiche e divertenti.

Delia Romano

La gara ha avuto un vincitore dell’anno, Agostino Penna e uno del torneo, Antonio Mezzancella che ha battuto alcuni artisti dell’anno scorso e i primi sei della classifica di quest’anno. Bellissime e “tali e quali” sono  state le loro imitazioni di Lucio Dalla, Marco Mengoni, Vasco Rossi e altri.

Tuttavia credo che questa trasmissione serva più che altro per farci conoscere bravissimi artisti che non hanno avuto negli anni la fortuna o la possibilità di emergere.

A titolo esemplificativo cito Jessica Morlacchi, ex componente dei Gazosa, gruppo musicale rock di teen agers degli anni novanta e Lidia Schillaci, bravissima cantante siciliana di Castellammare del Golfo, che ha fatto commuovere tutti con l’imitazione di Edith Piaf e la sua Non, je ne regrette rien. L’augurio è che il 2020 ci porti un’altra edizione di questo programma che, oltre a fare trascorrere qualche ora spensierata a chi rimane a casa la sera, magari dopo una pesante giornata di lavoro, faccia conoscere nuovi talenti italiani, figli della nostra cultura artistica musicale