Palermo: smantellato mega traffico di droga che dall’estero arrivava nelle piazze cittadine

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Stamattina personale della Polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia – diretta dal Procuratore  Capo della Repubblica  Dr. Lo Voi, ha provveduto ad eseguire numerose misure cautelari emesse dal GIP presso il Tribunale di Palermo,  nell’ambito di un’articolata attività d’indagine denominata “Green Finger”, coordinata dal Procuratore Aggiunto Dr. De Luca, nei confronti dei seguenti soggetti, indagati a vario titolo per reati in materia di stupefacenti.

Custodia cautelare in carcere:

  1. DRAGO FERRANTE Salvatore, di anni 55
  2. LONGO Alessandro, di anni 36
  3. ANELLO Alessandro, di anni 39
  4. CACOCCIOLA Angelo, di anni 41
  5. LO VERSO Tommaso, di anni 41
  6. FAIA Giuseppe, di anni 33
  7. FUMUSO Francesco Antonino, di anni 52
  8. DE LUCA Giuseppe, di anni 42
  9. GIUFFRE’ Agostino di anni 55
  10. BRONTE Giuseppe, di anni 25
  11. ESSARRAR Mohammed, di anni 63
  12. URSO Tiziana, di anni 44

Arresti domiciliari:

  1. ALFANO Leonardo, di anni 28
  2. CHIAVELLO Giuseppe, di anni 43
  3. D’AMORE Gaetano, di anni 38
  4. DI BENEDETTO Gianfranco, di anni 29
  5. DI MAIO Vincenzo, di anni 33
  6. LO DUCA Pietro, di anni 31
  7. LOREFICE Sebastiano, di anni 42
  8. PASCA Roberto, di anni 41
  9. RIO Calogero,di anni 57
  10. SALERNO Johnny, di anni 24
  11. URSO Pasqualino, di anni 47.

L’operazione costituisce epilogo e risultato di un’articolata attività di indagine avviata nel marzo 2015, convenzionalmente denominata “Green finger” che ha permesso di ricostruire l’esistenza di due distinte associazioni a delinquere, capaci, tramite diversi canali, di importare a Palermo ingenti quantitativi di stupefacente del tipo cocaina ed hashish. La ricostruzione dei fatti accolta dal Giudice per le Indagini Preliminari è la seguente:

il primo sodalizio criminale era promosso da Salvatore Drago Ferrante che, nonostante fosse sottoposto alla misura della detenzione domiciliare, aveva creato un’associazione per delinquere finalizzata all’importazione di cocaina da Buenos Aires con l’invio in quella città di corrieri. Drago Ferrante veniva coadiuvato nelle molteplici attività organizzative da Giuseppe Faia e da Tommaso Lo Verso che eseguivano le direttive del promotore per le operazioni di importazione e trasporto della cocaina. In tale contesto Lo Verso partecipava all’organizzazione del trasporto di 3,150 kg di cocaina, facendo da scorta al corriere, il quale prelevava lo stupefacente proveniente dall’Argentina in Francia e lo trasportava in auto, venendo per tali fatti arrestato nella località di Viry.

Ed ancora si è documentata un’altra trattativa per l’acquisto in Argentina di un’altra partita di cocaina per un valore complessivo di 29.000€ . Nell’occasione si recava in Argentina per l’acquisto Calogero Rio, ma nonostante il pagamento della somma di denaro la partita di stupefacente non veniva poi consegnata. Peraltro, si appurava in corso di indagini, come  Drago Ferrante attivasse un nuovo canale di approvvigionamento di cocaina con un soggetto non identificato in Ecuador e che anche in questa circostanza, dopo il trasferimento di una somma di denaro necessaria per le prime spese, inviasse Giuseppe Faia, per fargli condurre di persona le fasi della trattativa poi non conclusasi.

Del secondo sodalizio criminale era promotore Francesco Antonino Fumoso che, nonostante si trovasse costretto in regime di arresti domiciliari per altri reati, costituiva un’associazione per delinquere ben ramificata sul territorio nazionale, finalizzata all’importazione di ingenti quantitativi di hashish, attraverso contatti con soggetti stranieri operanti sul territorio nazionale tra cui Mohamed Essarrar marocchino, residente nelle Marche, responsabile dello smistamento in Italia di ingenti quantitativi di tale sostanza stupefacente, per conto di fornitori stazionanti in Marocco. Facenti parte dell’associazione erano anche Giuseppe Bronte, Giuseppe De Luca, Agostino Giuffrè, all’epoca delle indagini latitante, che eseguivano le direttive impartite da Fumoso per le operazioni di importazione e trasporto della sostanza e l’individuazione dei corrieri.

L’attività dell’organizzazione era mirata all’approvvigionamento di ingenti quantitativi di hashish che inizialmente venivano stoccati in un magazzino di Vicenza, gestito da Giuseppe De Luca, che facendo spesso la spola tra Palermo ed il Nord Italia, assicurava e gestiva l’invio a Palermo dei vari carichi di hashish, organizzando anche l’operato dei vari corrieriDe Luca, nella realizzazione delle attività delittuose, poteva contare nell’hinterland milanese sulla collaborazione del predetto Agostino Giuffrè.

La sostanza  stupefacente veniva così acquistata e trasportata dalla provincia di Milano, da Vicenza o dalla provincia di Alessandria verso Palermo. Al riguardo, si è documentato come  l’associazione criminale avesse acquistato  1000 kg circa di stupefacente del tipo hashish da immettere a Palermo di cui complessivi 718 kg venivano sequestrati. In particolare si intercettavano i seguenti carichi di ingenti partite di hashish con conseguente arresto dei corrieri:

  • Il 7/9/2015 arresto a Palermo di SINAGRA Giuseppe e sequestro di 200 chili di hashish;
  • Il 12/11/2015 arresto a Palermo di GENNARO Vincenzo e sequestro di 93 Kg. di hashish;
  • Il 20/1/2016 arresto a Termini Imerese(Pa) di PILLITTERI Antonio e MARTINI Melchiorre e sequestro di 95 chili di hashish;
  • Il 18/2/2016 arresto a Palermo di BONCIMINO Daniele e sequestro di 150 chili di hashish;
  • Il 28/4/2016 arresto a Palermo di D’AMORE Gaetano e sequestro di 60 chili di hashish;
  • Il 2/5/2016 arresto a Vicenza di DE LUCA Giuseppe con sequestro di 110 kg. di hashish;
  • Il 3.8.2016 arresto a Palermo di SALERNO Fabio e conseguente sequestro di 10 chili di hashish.

Si ricostruiva anche il trasporto nel capoluogo siciliano di 204 kg di hashish che De Luca, su indicazione di Fumoso, acquistava nei pressi di Alessandria. A Palermo lo stupefacente sarebbe stato materialmente ricevuto e detenuto da Giuseppe Bronte. Le partite di stupefacente acquistate dall’associazione erano destinate non solo a rifornire la piazza di spaccio palermitana, ma anche a soddisfare le esigenze in ambito regionale. Si è documentato che Bronte alienasse, per mezzo di corrieri che provvedevano al trasporto, sostanza stupefacente del tipo hashish a Pasqualino e Tiziana Urso e a Sebastiano Lorefice, tutti residenti a Siracusa. In tale contesto, nell’agosto 2016, il corriere siracusano Fabio Salerno veniva tratto in arresto in flagranza di reato, a Palermo, dove giungeva per ricevere Bronte 10 kg di sostanza stupefacente del tipo hashish.

Infine, le indagini consentivano di far luce su un separato contesto criminale che vedeva Alessandro Longo  ed il suo stretto collaboratore Vincenzo Di Maio effettuare cessioni di stupefacenti di cocaina in favore di più clienti tra i quali Leonardo Alfano, Giuseppe Chiavello, Jonny Salerno, Pietro Lo Duca, Alessandro Anello, Gianfranco Di Benedetto, Angelo Cacocciala, i quali acquistavano per la successiva cessione a terzi. In tale contesto,  il  22 aprile 2015, si perveniva all’arresto a Partinico di Leonardo Alfano, con sequestro di 20 grammi di cocaina alienata dal Alessandro Longo. Quest’ultimo veniva tratto in arresto il 18/7/2015  per detenzione di 600 grammi di cocaina. Le investigazioni consentivano d’individuare nel giugno 2015 anche una piantagione di cannabis indoor in zona Giacalone con conseguente arresto di Domenico Scarantino e Giacomo Di Maio  e il sequestro di 230 piante di cannabis.