Palermo-Licata 2 a 1: ottava vittoria consecutiva per i rosanero

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Ancora inarrestabile la marcia trionfale del Palermo, che inanella l’ottava vittoria di fila eguagliando il record che in serie D apparteneva al Savoia nel corso della stagione 2013/14. A farne le spese questa volta è il Licata, che subisce la cavalcata trionfale della squadra di Pergolizzi con un uno-due molto simile a quello ammirato domenica scorsa sul campo del Biancavilla: anche oggi i rosanero sono passati in svantaggio, trovando però immediatamente la forza per pareggiare e successivamente portare a casa i 3 punti in mezzo alla bolgia del Barbera e dei 19.726 tifosi (record stagionale) che hanno colorato gli spalti con i colori delle rispettive squadre, legate da una profonda amicizia e da un sentimento di rispetto che anche i 1.500 supporters provenienti dalla provincia di Agrigento hanno voluto celebrare con uno striscione di omaggio.

Palermo che sale dunque a 24 punti, staccando ancora di più l’Acireale che contro il Marina di Ragusa non è andata oltre l’1-1, sempre più in alto come le aquile. Partenza grintosa dei rosanero, che impegnano sin da subito il portiere avversario Ingrassia con le conclusioni di Ricciardo e Santana, mirate ma un po’ velleitarie. E’ il Palermo a creare il gioco, spingendo soprattutto sulla fascia offensiva di destra grazie ad uno scatenato Mattia Felici, che salta gli agrigentini come fossero birilli. Quando il Licata recupera il pallone ci pensa soprattutto Martinelli a recuperare il possesso a centrocampo, passando poi a Martin che, con precisione chirurgica, lancia lungo per i terminali dell’attacco rosa, che verso il quarto d’ora sono pericolosissimi ancora con Ricciardo, il quale però spara alto di testa da pochi metri.

Anche la retroguardia, nonostante le incursioni avversarie spinte dalla grinta fisica di Diaby, sembra pulita ed ordinata, con Crivello che senza mai perdersi d’animo recupera palloni su palloni. Il Licata sembra in affanno e, nel giro di pochi minuti, subisce anche due ammonizioni (Kloert Doda, omonimo del giovane terzino rosa, e Ceesay); ciò nonostante, però, sono proprio i gialloblu a passare in vantaggio. Al ventiduesimo minuto, infatti, un Pelagotti in versione Buffon salva sul colpo di testa di Assenzio, che aveva approfittato di un distratto retropassaggio di petto verso il portiere rosanero da parte di Doda. Seguono due corner ed è proprio durante il secondo, al 23’, che il capitano avversario Salvatore Maltese, che nel corso la sua carriera è stato allenato anche da Pergolizzi durante la sua permanenza al Marsala, insacca di testa battendo la retroguardia dei padroni di casa.

Palermo dunque in svantaggio, proprio come contro il Biancavilla: ma anche stavolta la situazione sfavorevole funge da incentivo per sprigionare la rabbia dei rosanero, che provano subito a tornare in partita. Sul campo dell’Orazio Raiti ci era voluto solo un minuto perché Ricciardo riportasse in partita i suoi; stavolta ne servono cinque, ma la conclusione non cambia: incursione rapidissima di Felici nell’area nemica, tiro di piattone quasi dalla linea di fondo e immediato gol del pareggio, il primo in campionato per il giovanissimo esterno, oggi di gran lunga uno dei migliori in campo. Passa solo un minuto ed il Palermo recupera un pallone a centrocampo: Martin serve lungo capitan Santana, che stoppa con il destro e con il sinistro lascia partire un pallonetto imperioso che non lascia scampo ad Ingrassia. 2-1 e gol da serie A per l’argentino, osannato dal boato della curva nord. Con questo risultato le due squadre tornano negli spogliatoi.

Nella ripresa il Palermo amministra il vantaggio, cercando di mettere al sicuro il risultato con Ricciardo che stampa un colpo di testa sulla traversa. Ma anche il Licata si rende pericoloso, approfittando delle veloci ripartenze e della confusione dei giovani Doda, Vaccaro ed Ambro (entrato al 60’ al posto di un affaticato Martinelli), che oggi hanno pagato soprattutto l’inesperienza. L’allenatore gialloblu Giovanni Campanella prova ad impostare una manovra offensiva grazie agli inserimenti di Daniello e del grande escluso Gallon, che preoccupano non poco la retroguardia rosanero ed un infuriato Pelagotti. Al 72’ occasionissima per Felici che, servito da Sforzini entrato da poco per Santana (standing ovation per lui), non riesce a superare il portiere avversario. Con l’ingresso di Peretti al posto di un Ricciardo oggi un po’ spento il Palermo passa al 3-5-2 per gli ultimi minuti della gara.

L’episodio chiave del secondo tempo arriva all’86’, quando i rosa rischiano di gettare alle ortiche tutto il lavoro svolto sino ad ora: il Licata lancia una ripartenza e Convitto si ritrova tutto solo davanti al portiere, lasciando partire un tiro che solo il disperato intervento di Doda, che riceve la pallonata sull’inguine, riesce a fermare, riscattando di fatto tutte le disattenzioni commesse fino a quel momento. Il risultato non cambia più e, dopo i cinque minuti di recupero, il Palermo si ritrova con altri tre punti e sulla vetta assoluta della serie D, a più 8 sulla seconda in classifica.

A prevalere più di tutti, oggi, è stata l’esperienza: un’altra sofferta vittoria del Palermo è stata messa in ghiaccio grazie alla lampante differenza tra i due organici e ai giocatori che in serie D continuano a rappresentare un lusso esagerato. I rosanero raggiungono l’ennesimo record e continuano a lavorare sull’assetto di gruppo, cercando di limitare al minimo le imprecisioni dei singoli che nascono, più che altro, a causa della giovane età. L’esempio di Pelagotti e Lancini che, a fine partita, redarguiscono Ambro per avere regalato palla agli avversari è il chiaro esempio di un organico rodato, che dopo otto giornate si ritrova a punteggio pieno anche per il fatto di saper lavorare tutti insieme.

Sarà un’impegnativa trasferta a Nola la prossima prova per la squadra di Pergolizzi, che però oggi può godersi il meritato riposo dopo avere ancora una volta ribadito: “Quest’anno comandiamo noi”.