Palermo, D come “Dodici”: verso la prima domenica senza il vero uomo in più dei rosanero…

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Sei vittorie su sei, quattordici gol realizzati, nove differenti marcatori, record su record infranti, gioco spumeggiante e titolo di outsider del campionato già praticamente guadagnato. Numeri da urlo in questo inizio di stagione per il Palermo, che in serie D sembra già essersi perfettamente ambientato e che ha cominciato a percorrere nel modo più florido possibile la lunga e tortuosa strada per tornare, il prima possibile, tra i professionisti del calcio. La squadra di Rosario Pergolizzi vince e convince, l’intesa del gruppo è rodata ed i malcontenti che aleggiavano intorno all’ambiente rosanero negli ultimi anni sembrano essere ormai circoscritti all’eco dei fantasmi del passato, relegati lì dove non possono più nuocere.

Momento dunque estremamente positivo per tutta la piazza, che da troppo tempo ormai non godeva di così tante soddisfazioni. Ed i tifosi in visibilio, finalmente fieri di potere sfoggiare il loro sentimento di appartenenza, continuano a chiedersi chi, tra i loro beniamini, sia il maggiore artefice di tutto ciò, a chi debba andare la maggior parte dei meriti per la compattezza che il Palermo sembra avere ritrovato: forse ai giovani Under come Felici e Kraja, che si sono già conquistati un posto da titolari fissi a suon di prestazioni superlative e giocate che non sfigurerebbero nemmeno nelle categorie superiori? Oppure ai giocatori di maggiore esperienza quali Pelagotti, Martin, Santana e Sforzini, veri e propri lussi per la serie D? Magari all’encomiabile lavoro di mister Pergolizzi, che nonostante le critiche continue va avanti per la sua strada senza ancora avere sbagliato una mossa? O ancora all’entusiasmo di un presidente come Dario Mirri, che domenica dopo domenica continua ad essere uno dei primi incitatori e motivatori per l’intera squadra?

I supporters rosanero continuano a rifletterci su, senza ancora avere trovato una risposta concreta. E, forse, senza nemmeno essersi resi pienamente conto che magari la maggior parte del merito va proprio a loro. “Cosa importa se ora sei fallito? Noi restiamo insieme, noi ci siamo ancora, questo è garantito!”: è proprio a partire dal nuovo coro della curva Nord, sulle note del celeberrimo tormentone estivo “Ostia Lido” del rapper J-Ax, che si è consolidata la base, l’incipit, il primo importantissimo step per un patto di rinnovata alleanza tra la squadra ed i tifosi, i quali sembrano finalmente avere ritrovato la passione e la voglia di incitare e cantare insieme per novanta minuti dopo troppi anni bui, in cui la rabbia e la frustrazione per il costante declino della squadra e per le interminabili questioni burocratiche si erano progressivamente mutate in un sentimento ben più deleterio per una squadra di calcio: quello della rassegnata indifferenza.

Già il primo avvicendamento tra gli uffici di Viale del Fante, con Arkus Network che all’inizio del 2019 aveva rilevato il posto lasciato vacante dall’ormai ex presidente Maurizio Zamparini, aveva però dato segnali positivi nel cominciare a rispolverare un sentimento che ormai da troppo tempo era rimasto latente: pur con poca fiducia sin dall’inizio in questa fantomatica azienda, i tifosi si erano letteralmente aggrappati alla speranza di un cambiamento, cercando di automotivarsi per ritrovare la carica necessaria. Com’è noto, invece, l’epilogo finale è stato dei peggiori. Nessuno, nel constatare il definitivo naufragio di una società sportiva già da troppo tempo alla deriva, avrebbe scommesso sul rinnovo della fiducia da parte dei tifosi, ormai avviliti dopo una sofferenza così lunga.

E invece proprio da questo punto il Palermo è rinato, come una fenice che risorge dalle ceneri, riuscendo a fondare la sua colonna portante proprio nei tifosi, che non solo sono rimasti, ma si sono presi sulle spalle il carico di una squadra da ricostituire e soprattutto di una città da risollevare. Nonostante al momento sia ancora troppo presto per tracciare una stima sul cammino dei rosanero, i risultati conseguiti fino ad ora basterebbero già ad annoverare gli ultimi avvicendamenti del Palermo tra le più belle storie moderne in un calcio governato troppe volte da un mero interesse economico. I risultati arrivano e con essi sempre più tifosi, che dopo aver superato la soglia di 10.446 abbonamenti ufficiali, numeri da capogiro persino per molte compagini di serie A, hanno creato le basi per un sodalizio sempre più forte con la squadra dando il via ad un movimento di azionariato popolare, supportando al meglio l’intenso lavoro del presidente Mirri.

Insomma, il Palermo sembra avere finalmente trovato il suo vero e proprio dodicesimo uomo in campo. Che però, per la prossima partita, non potrà essere presente. Domenica prossima, infatti, nessun supporter rosanero potrà incitare la squadra dagli spalti dello stadio del Biancavilla: l’Osservatorio per le Manifestazioni Sportive ha vietato la trasferta dello stadio “Orazio Raiti” a tutti i residenti nella provincia di Palermo, temendo tafferugli e problemi di ordine pubblico tra le tifoserie, data anche la vicinanza tra Biancavilla e Catania, con gli etnei che saranno impegnati proprio in un match casalingo. La squadra di Pergolizzi dovrà dunque fare a meno del suo giocatore più importante, provando a fare bene anche senza lo stadio colorato di rosa e nero, come fino ad ora è accaduto tanto tra le mura amiche quanto fuori dal Barbera.

L’avversario di fronte non rappresenta un ostacolo esageratamente proibitivo, ma non bisogna nemmeno dimenticare che, fino a questo momento, solo il Biancavilla ha saputo imporsi su Martinelli e compagni, vincendo fuori casa la sfida valida per il primo turno di Coppa Italia ed estromettendo di fatto il Palermo dalla competizione. Anche in occasione di quella sfida gli spalti contavano un numero piuttosto esiguo di spettatori: il timore è che la loro totale assenza possa rappresentare una difficoltà ancora più grande per i rosa, che attraverseranno la Sicilia consapevoli della bordata di fischi ed del tifo ostile che li attenderà tra le mura del Raiti.

Di contro, però, una sfida senza il supporto dei tifosi potrà essere un ottimo metro di valutazione per capire se, indipendentemente dai sostenitori, questo Palermo abbia davvero tutte le carte in regola per fare bene e collocarsi sulla vetta, lì dove vuole rimanere. Le intenzioni della squadra sono chiare: vincere, convincere e mantenere il primato, continuando il filotto di risultati utili. Per poi, già dalla sfida successiva, ritrovare il fidato pubblico di aquile, pronto a volare con loro sempre più in alto, in un cielo più rosa che nero.