Oggi al Chiostro di San Domenico finissage e presentazione del catalogo “Earth Flags” di Max Serradifalco

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Sabato 29 settembre alle ore 18.30, in occasione del finissage della Mostra “EARTH FLAGS. Transcending Boundaries” di Max Serradifalco, allestita, all’interno del Chiostro di San Domenico e realizzata nel contesto di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018, verrà presentato al pubblico il catalogo a cura di Cesare Biasini Selvaggi. Un’opera editoriale a edizione limitata, (cm 24×28, pag 112) numerata e firmata in originale dall’artista, con testi di Leoluca Orlando – sindaco di Palermo, Sergio Catalano – priore e rettore della chiesa di San Domenico, Cesare Biasini Selvaggi – critico d’arte e direttore di Exibart, Piero Longo – storico dell’arte.

Max Serradifalco, USA Earth Flag, Bolivia, Ciad, Mar Mediterraneo, fotografia satellitare, 2016

Max Serradifalco racconta il curatore Cesare Biasini – giovane genius loci, ha avviato la sua personale esplorazione sulla capacità di aggregare le differenze e generare vita da tutti i movimenti e flussi migratori, culturali, economici o da asilo politico che siano. Il risultato sono le sue “Earth Flags”, bandiere (67×100 cm) ottenute da collage di fotografie satellitari, della serie “All Colors of the World”, iniziata nel 2016. «Ogni bandiera – dichiara Serradifalco – è composta da sezioni di mappe satellitari di paesaggi appartenenti ad altre nazioni. Immaginando un mondo dove gli uomini siano considerati abitanti della terra, prima di essere cittadini di una nazione.  Serradifalco sa bene come i rapporti tra arte e geografia abbiano una lunga tradizione, che va dal concorso nella creazione delle mappe alla storia della pittura di paesaggio. Negli ultimi decenni questi legami sono andati modificandosi, per individuare nuovi e ulteriori parametri, alla luce di una ridefinizione del mondo in un’epoca che va oltre la modernità. Lo ha evidenziato magistralmente Francesco Tedeschi nel suo saggio “Il mondo ridisegnato. Arte e geografia nella contemporaneità” (Vita e Pensiero, 2011), sottolineando che la geografia nella ricerca artistica contemporanea è un modello di conoscenza e di appropriazione del mondo, base per l’invenzione di luoghi ideali, terreno in cui coltivare sensibilità per temi quali la difesa dell’ambiente, la gestione della globalizzazione, i flussi migratori, la cooperazione e la pace tra i popoli, la gestione dei conflitti.  In questo alveo di ricerca si collocano le “Earth Flags”, cioè le personalissime mappe-bandiere di Serradifalco, non a caso da me sottotitolate “Transcending Boundaries”, perché rivisitate all’interno del perimetro di un visionario “RisiKo” geopolitico, che travalica i confini codificati dall’uomo. In cui paesi separati da modelli economici e di sviluppo, confessioni religiose, dalla storia come dalla geografia politica convergono, si intersecano, l’uno a completare l’altro. E nel simbolo più emotivamente sensibile per ciascuno, vale a dire la bandiera nazionale. A Palermo siamo convinti che sia possibile coniugare innovazione e globalizzazione con la dimensione umana e per questo ci adoperiamo. Noi a Palermo stiamo con Google ma 1 dalla parte di Alì.

Leoluca Orlando, sindaco di Palermo

Negli ultimi anni – commenta Leoluca Orlando – Palermo ha fatto della propria dimensione mediterranea, della cultura dell’accoglienza e del rispetto dei diritti di tutti e di ciascuno la propria visione, diventando riferimento in Europa e nel mondo. Qui a Palermo, ed è la nostra scelta irreversibile, non vi sono migranti, chi arriva in città diventa palermitano. La dichiarazione “Io sono persona” contenuta nella Carta di Palermo chiede il riconoscimento della mobilità internazionale come diritto umano inviolabile e propone l’abolizione del permesso di soggiorno. Il lavoro di Max Serradifalco pone sotto ogni bandiera della terra, tante diverse terre che invitano a riflettere che la terra è una sola ed è di tutti.

Max Serradifalco (Palermo, 1978) vive e lavora nel capoluogo siciliano. Nel 2011 elabora il progetto artistico “Web Landscape Photography” nel quale ha virtualmente viaggiato per tutto il pianeta alla ricerca di un nuovo modo di osservare e reinterpretare i paesaggi della Terra. È stato tra i primi artisti a realizzare, tramite il web, reportage fotografici con l’utilizzo esclusivo di mappe satellitari. Le sue opere sono state pubblicate nel catalogo “Behance” di Adobe nel 2015; selezionate per il progetto “Samsung The Frame” e da Saatchi Art come “best of the year 2017”; premiate agli IPA (International Photography Awards) nel 2012 e al MIFA (Moscow International Foto Awards) nel 2015.

Max Serradifalco

Ha esposto in musei, fondazioni e gallerie d’arte. Tra le ultime personali si annoverano “Meta Land Art. Apofenie Satellitari” (2017) al Museo Riso di Palermo e “Satellite Photography” (2018) alla Galleria Carte Scoperte di Milano; mentre tra le collettive recenti “BIAS – Biennale Internazionale d’Arte Sacra” sempre nel capoluogo siciliano. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Europa e Stati Uniti.

(Redazione)