Lo spettacolo Notre Dame de Paris, in questi giorni al Teatro di Verdura di Palermo, raccontato da Delia Romano

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Notre dame de Paris

Finalmente ho assistito ad uno dei più grandi e spettacolari eventi musicali degli ultimi vent’anni: “Notre Dame de Paris“. L’opera di Riccardo Cocciante, con testi italiani di Pasquale Panella, va in scena da ben 15 anni con più di tre milioni e mezzo di spettatori e tuttavia il successo continua.

In questi giorni a Palermo in cinque serate ha registrato migliaia di presenze e tutti siamo usciti dal bellissimo Teatro di Verdura  appagati e arricchiti, pur se tristi per il tragico epilogo del musical tratto dal romanzo di Victor Hugo.

I motivi di questo successo planetario e duraturo nel tempo sono molteplici.

Innanzitutto la musica a tratti struggente e malinconica e in altri momenti impetuosa e trascinante ben accompagna la storia del gobbo Quasimodo, orribile esternamente ma con un grande cuore, costretto a vivere all’interno della Cattedrale in compagnia delle campane e umanizzato dall’amore impossibile per la genuina zingara Esmeralda emarginata anche lei ma per altre ragioni dalla società in cui vivono.

Altro elemento di successo dello spettacolo è dato dalla dirompente vitalità di ballerini e acrobati che animano la scena e lasciano di stucco lo spettatore. Vale per tutte la splendida scena delle campane che dondolano da una parte all’altra del palcoscenico grazie all’energia di tutti gli attori, dei danzatori, degli acrobati e dei cantanti.

 In ultimo la qualità degli interpreti è sempre altissima.

In queste repliche palermitane mancava Lola Ponce, storica Esmeralda, ma la sostituta Tania Tuccinardi è stata all’altezza della situazione.

Bravissimo Giò Di Tonno, nei panni del disperato Quasimodo con voce eclettica e vibrante “da far tremare i muri”.

Eccellente Matteo Setti nel ruolo del poeta Gringoire che ha l’alto compito di introdurre l’opera con la splendida e nota “Questo è il tempo delle cattedrali”. Vittorio Matteucci è il temibile Frollo dilaniato fra l’amore spirituale e quello carnale ed è perfetto in questa parte.

Graziano Galatone, Leonardo Di Minno  e Federica Callori, rispettivamente nei panni di Febo, Clopin e Fiordaliso, completano un ottimo cast. Bravi comunque tutti gli altri cantanti, gli acrobati e i ballerini.

Anche la regia, le scene, le luci e i costumi sono stati di grande livello e hanno contribuito  a rendere questo spettacolo davvero indimenticabile e amato da un pubblico variegato e di ogni età.

(Delia Romano)