La recensione di Delia Romano dello spettacolo “Sei” in scena in questi giorni al Teatro Biondo

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E’ in scena in questi giorni, al Teatro Biondo di Palermo, “Sei” spettacolo di poco più di un’ora di Spiro Scimone, con la regia di Francesco Sframeli, che consiste in un adattamento del capolavoro di Luigi Pirandello Sei personaggi in cerca d’autore. Io penso che quando si è di fronte a queste “rivisitazioni” bisogna esprimere un giudizio dimenticando l’opera originale e cercando di comprendere il senso del lavoro che da questa trae origine.

In questo caso siamo di fronte a una gradevole messa in scena di un dramma che rappresenta lo stesso soggetto dell’opera pirandelliana  in versione, per così dire, sintetica senza però che con questo debba intendersi necessariamente superficiale. Gli attori sono solo quattro e insieme a un capocomico stanno provando uno spettacolo a teatro quando, all’improvviso, a causa di un cortocircuito, rimangono al buio. Da questo buio emergono i sei personaggi abbandonati dall’autore e che vorrebbero che il loro “dramma doloroso” fisso ed eterno, fosse rappresentato in scena.

La nota e drammatica storia della madre, il padre, la figliastra, il figlio, il ragazzo e la bambina, non riesce però a essere rappresentata dagli attori. Il racconto fatto dai personaggi, infatti, viene inteso e interpretato dagli attori in maniera differente da come loro lo hanno vissuto. Questo è il tragico destino dell’uomo: che ognuno intende a suo modo quello che viene detto dagli altri ed è per questo che non esiste una verità assoluta.

In questo lavoro questo tema è solo accennato, sia pure con umiltà e devozione, mentre è messo ben in risalto il tema del teatro nel teatro e della necessità del rapporto fra personaggi e attori e fra attori e spettatori, che sono poi i destinatari della commedia che viene rappresentata.

La recitazione della Compagnia di Sframeli è particolare e dà ampio spazio alla gestualità anche se, a volte, si assiste a una caratterizzazione dei personaggi un po’ troppo pronunciata. Le scene, la musica e i costumi contribuiscono alla realizzazione di un buon lavoro che, per quanto breve, induce alla riflessione per i particolari temi filosofici affrontati. Naturalmente senza fare confronti con l’opera pirandelliana a  cui si ispira.