Il Barbiere di Cartoonia…

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Rubrica a cura di Delia Romano

In concomitanza con la Traviata, è andato in scena al Teatro Massimo di Palermo, un divertente, anzi oserei dire geniale, allestimento della fondazione Arena di Verona, del Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini.

Ho visto quest’opera tante volte perché è tra le mie predilette e forse proprio per questa ragione, ho ancora di più apprezzato questa versione, fresca e originale, che nulla toglie alla tradizionale rappresentazione, anzi semmai aggiunge qualcosa, invitando a più di una riflessione. L’elemento innovativo della regia di Pier Francesco Maestrini sta nell’assenza di scene tradizionali, ad eccezione di qualche mobile e qualche suppellettile, e nella introduzione di uno schermo sullo sfondo, con un film a cartoni animati della stessa opera, perfettamente sincronizzato con la recitazione e il canto dei protagonisti in scena.

Delia Romano

Tale animazione, ideata da Jousha Held, conferiva all’opera un carattere più brioso e a tratti divertente, senza distrarre lo spettatore dal canto, come può accadere in questo genere di rappresentazioni teatrali supportate da filmati. Questo rischio, a mio parere, è stato scongiurato dal fatto che il palcoscenico era praticamente vuoto ed erano i cartoni animati essi stessi “scena” che arricchivano e spiegavano quello che veniva cantato,  rendendo la storia narrata di facile e immediata comprensione.

Altra ragione è data dal perfetto sincronismo fra i cantanti e l’animazione sullo sfondo e da alcune trovate nuove ma non irriverenti come ad esempio il colloquio fra Figaro e Rosina, l’uno sul tapis roulant e l’altra sulla cyclette, su uno sfondo paesaggistico in movimento.I cantanti si sono dimostrati innanzitutto eroici per avere sopportato enormi parrucconi e costumi (di Luca Dall’Alpi) in gomma piuma, che li rendevano simili all’autore, anzi, com’è spiegato nei titoli di apertura, essi stessi “Rossini” pure nelle sembianze.

Il baritono Vincenzo Taormina ha interpretato efficacemente Figaro mentre Chiara Amarù una simpaticissima e brava Rosina.  Bravi anche Marco Filippo Romano nel ruolo di Bartolo e il tenore sudafricano  Levy Sekgapane nel ruolo del conte di Almaviva. Il Don Basilio di Carlo Lepore e la sua “la calunnia è un venticello” emozionante al punto giusto e sostenuto dalla bellissima scena animata. Bravissimo il direttore d’orchestra Gianluca Capuano. Nella scena finale, in versione cartoon, appaiono Verdi, Puccini, Allevi e Pavarotti, spettatori di un lieto fine rappresentato prevalentemente con la musica, che in quanto tale, unisce autori, interpreti e appassionati, nei secoli e per sempre.