Hevrin Khalaf: Morire per un’idea

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Il mondo è così grande, ma anche così piccolo, è un’antitesi, l’uomo è l’attore protagonista che nel bene e nel male, ne traccia la storia ne segna il cambiamento.  Cari amici e lettori di All Sicily, oggi non scriverò della Sicilia, perché come ci ricorda Voltaire “È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire da casa propria ”, in questo caso senza guardare a ciò che succede a poco di più di tre ore di volo da noi. Mentre scrivo dallo studio della mia comoda abitazione a Palermo, sento un brivido fin dentro le ossa al pensiero che a 3300 km da dove vivo non c’è la libertà di potere scrivere, dire e pensare liberamente al contrario c’è chi muore a causa del proprio pensiero.

Hevrin Khalaf non la conoscevo e non ne avevo sentito parlare prima della notizia della sua morte, per chi legge e non è a conoscenza dell’accaduto: Hevrin Khalaf era il segretario generale del Partito Futuro siriano ed è stata una delle più importanti attiviste per i diritti delle donne, si batteva per la coesistenza pacifica fra curdi, cristiano-siriaci e arabi, è stata uccisa e trucidata da un gruppo armato dell’Isis, con tanto di video di rivendicazione. E’ difficile, e non le farò, dare analisi geo-politiche, dare soluzioni al problema siriano o alla più annosa situazione politica mediorientale, è un tema troppo più grande di me, ma consentitemi di potere però volere dedicare un santuario ad un uccisione, che è la testimonianza che gli stermini, i genocidi, non sono rimasti materiale esclusivo per documentari e film, ma sono purtroppo ancora fatti di cronaca, credo che per un per tutti noi sia importante saperlo e ricordarlo.

Hevrin Khalaf, l’attivista per i diritti sulle donne uccisa in Siria dll’Isis

Una sola domanda il mondo libero? L’Europa? Che fa s’indigna ma non pone rimedio, perché in medio oriente si gioca una partita troppo complessa. Nel mondo del tutto in diretta, del tutto a portata di un click fermiamoci a riflettere che ci sono luoghi, interi paesi e regioni, dove la libertà che noi diamo per scontata non esiste, dove i diritti fondamentali sono un lusso. Chi scrive è perfettamente cosciente che non saranno queste parole a cambiare gli esiti del medio-oriente o fermare le uccisioni religiose e politiche nel mondo, ma oggi ho sentito il dovere di dedicare una riflessione sull’uccisione di Hevrin perché ritengo il modo più giusto di onorare la memoria di una trentacinquenne assassinata per avere tenuti alti i suoi valori, per aver lottato per i suoi ideali. Porgere una un pensiero, dedicare un attimo alla conoscenza di questa storia lo ritengo rispettoso e di sostegno per coloro i quali lottano per potere avere la libertà di esprimere il proprio pensiero.