Elezioni regionali. A destra e a sinistra regna ancora il caos e il M5S gongola

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A poco meno di due mesi e mezzo dal voto continua a regnare l’incertezza su candidati e coalizioni sia a destra che a sinistra. Oltre ai disaccordi e ai preoccupanti ritardi sui candidati alla presidenza, in questi giorni sono emerse le spaccature, specialmente nel centrodestra e in particolare all’interno di Forza Italia, con il botta e risposta di oggi tra il commissario regionale azzurro Gianfranco Miccichè e il deputato regionale Vincenzo Figuccia in rotta con il partito da settimane (basti pensare alla fuoriuscita da Forza Italia della sorella Sabrina a pochi giorni dall’elezione a Sala delle Lapidi).

Vincenzo Figuccia, protagonista dell’acceso battibecco con il commissario del suo partito Gianfranco Miccichè

Motivo della contesa è stata la scelta del candidato alla presidenza con Berlusconi e Miccichè che hanno scelto Gaetano Armao e Figuccia che spinge per Nello Musumeci, candidatura gradita anche dagli ex A.N. confluiti in Forza Italia. Un botta e risposta, quello di oggi, che mette a nudo i dissapori e le tensioni all’interno del partito e di un’area che quasi sicuramente si presenterà alle urne spaccata e probabilmente senza alcuna possibilità di vincere le elezioni.

Se a destra non si respira un bel clima, nemmeno a sinistra fanno salti di gioia. Infatti anche in questa area non si riesce a trovare unità sul candidato presidente con l’attuale governatore Rosario Crocetta sempre più intenzionato a candidarsi, ma ad oggi senza l’appoggio del Partito Democratico e degli alleati di coalizione. Il nome caldo nel centrosinistra rimane sempre quello del Rettore dell’Università di Palermo Fabrizio Micari sostenuto fortemente da Leoluca Orlando e che dovrebbe rappresentare quel “Modello Palermo” che ha visto trionfare il “Professore” con tutte le forze politiche che lo hanno sostenuto alle scorse comunali, compresa Alternativa Popolare di Angelino Alfano con cui l’accordo sembra essere davvero vicino. Si profila una corsa in solitaria invece per Roberto Lagalla, corteggiato da centrodestra, da centrosinistra e da Alfano ma sui cui alla fine sembra non voler confluire nessuno.

Fabrizio Micari, tra i nomi più caldi per la candidatura alla presidenza nel centrosinistra

Una confusione, quella che sta colpendo la politica siciliana, che potrebbe agevolare, e non poco, il Movimento 5 Stelle, dato per favorito prima della vicenda delle “firme false”, per poi sgonfiarsi dopo la spaccatura del movimento a Palermo e il flop alle comunali di giugno nell’isola. Incertezza, frammentazione e continue liti che potrebbero far stancare sempre più gli elettori ed orientarli verso un voto di protesta che consegnerebbe la regione al Movimento per la gioia di Beppe Grillo e Giancarlo Cancelleri.

(Salvo Scaduto)