Confcooperative per i Danissinni, idea cooperativa di comunità

0
313
Foto di Rossella Puccio
Uno sviluppo che parte dal basso, utilizzando la logica della cooperazione, l’aiuto reciproco tra i propri membri e fare “di necessità virtù“, come si suol dire. Afferma il Presidente di Confcooperative Palermo Cesare Arangio: “Già da qualche mese si sono susseguiti numerosi incontri formativi ed informativi con gli abitanti e gli attivisti dei Danissini per costruire un percorso che guardi alla formazione del nuovo modello delle cooperative di comunità.”
Le esperienze di comunità sono state al centro dell’incontro svoltosi ieri presso l’oasi dei Danisinni organizzato da Centro Arupe con la collaborazione di Confcooperative Palermo, coinvolgendo Giovanni Teneggi, responsabile nazionale di Confcooperative per le Cooperative di Comunità, uno dei più autorevoli studiosi del fenomeno di comunità in tutta Italia. Le parole di Teneggi hanno dato una speranza ai partecipanti, sopratutto a coloro che, riconoscendosi nelle esperienze raccontante dallo studioso con una precisione certosina che trasudava passione e professionalità, ciascuno nel proprio territorio contribuisce alla creazione di un modello aggregativo che possa creare nuove prospettive di sviluppo.
Tra le esperienze raccontate, proprio quella di Danisinni, il quartiere – ghetto, sconosciuto alla maggior parte dei palermitani, in pieno centro storico, che da qualche anno è al centro di un processo generativo che possa coinvolgere gli abitanti. Le parole di Teneggi hanno ribadito l’importanza di un modello economico, stabile, a lungo termine e sopratutto autonomo che possa permettere agli abitanti del territorio di creare lavoro e per mezzo di questo ottenere dignità per il proprio quartiere da troppo tempo etichettato come luogo fertile solo per la malavita. 
Numerosi gli abitanti che hanno partecipato intervenendo in maniera attiva alla tavola rotonda organizzata, simbolo della volontà di un territorio che, al pari del rione sanità a Napoli, vuole reagire ed uscire dalla logica di rassegnazione verso la speranza di una prospettiva diversa.