Agrigento: Confesercenti contro la tassa di soggiorno introdotta dall’amministrazione comunale

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Da metà luglio entrerà in vigore ad Agrigento la tassa di soggiorno per i turisti che visiteranno la città. La decisione dell’amministrazione comunale agrigentina è stata criticata da Confecercenti Sicilia attraverso una nota del presidente  Vittorio Messina.

Vittorio Messina, Presidente Confesercenti Sicilia

Di seguito la comunicato del presidente Confecercenti Sicilia Vittorio Messina sull’introduzione della tassa di soggiorno ad Agrigento:

L’Amministrazione Firetto ha deliberato l’attivazione della tassa di soggiorno che entrerà in vigore a partire dal prossimo 15 luglio. Un provvedimento approvato dalla Giunta Comunale facendo seguito al parere del Consiglio Comunale che il 4 novembre del 2016 si era espresso favorevolmente sulla proposta dell’Amministrazione. Una decisione – sottolinea il presidente di Confesercenti Sicilia Vittorio Messina – che non nasce dall’esigenza di reperire risorse da mettere a disposizione del settore turistico per migliorare l’attrattività della città in termini di servizi a chi soggiorna ad Agrigento, bensì una scelta necessaria per fare cassa e offrire ristoro alle casse comunali .Il tutto, e questo è l’aspetto più grave per un governo locale che evoca ad ogni piè sospinto il protagonismo civico, è stato deciso senza consultare le associazioni di categoria, come dimostrano le decisioni assunte dalla commissione consiliare che ha stabilito le nuove tariffe per i taxi unilateralmente prevedendo maggiori costi a scapito dei turisti che alloggiano nelle strutture alberghiere del territorio.

Come abbiamo dichiarato dopo la votazione favorevole alla tassa da parte del consiglio comunale – aggiunge Messina – pur essendo completamente contrari alla tassa di soggiorno chiediamo almeno che quando si tratta di applicare ulteriori imposte che si vanno a sommare alla già pesante pressione fiscale, è molto importante almeno adottare tariffe contenute e modalità di gestione semplificate ed eque, che non ostacolino la promozione turistica. Anzi, occorre far percepire e rendere evidente ai turisti e agli imprenditori che i proventi dell’imposta vengono investiti direttamente nel settore. Come è noto Confesercenti è da sempre contraria a questa imposta a carico del settore turistico, soprattutto perché spesso non è specificato in quale modo il ricavato dell’imposta venga utilizzato dagli enti locali: nonostante infatti esista un ‘vincolo di destinazione’ dei proventi, è altrettanto vero che i Comuni non sono obbligati a fornire il‘rendiconto d’utilizzo’ non esistendo, a tale proposito, nessun vincolo contabile specifico. Per questo motivo riproponiamo una sorta di vademecum che indica all’ Amministrazione Comunale ed a operatori l’iter da seguire prima di introdurre l’Imposta di Soggiorno, al fine di limitarne i danni.

Per altro – conclude Vittorio Messina – con tutto rispetto per il celebre drammaturgo nostro conterraneo, non basta spostare il busto di Pirandello da una parte all’altra della città per aumentare l’appeal del luogo nei confronti dei visitatori italiani e stranieri. Di seguito le azioni-guida per l’Amministrazione: Definire con le associazioni/operatori del sistema turistico dove investire i proventi dell’imposta; Creare un tavolo di coordinamento locale che si riunisca periodicamente; Impiegare i proventi dell’imposta in modo prevalente nell’ambito di azioni di promo-commercializzazione turistica e di eventi generatori di flussi turistici. Impiegare la restante parte degli introiti a sostegno delle strutture ricettive e per la qualità della destinazione turistica; Fornire ogni anno alla comunità turistica un preciso rendiconto circa l’utilizzo dei proventi dell’imposta; Comunicare agli ospiti sempre che vi è l’imposta di soggiorno e quantificarla; Comunicare agli ospiti al loro arrivo dove saranno investiti i loro soldi; Ringraziare gli ospiti per aver contribuito alla bellezza della città alla loro partenza e chiedere anche a loro quali nuovi servizi si aspettano; Comunicare l’introduzione dell’imposta di soggiorno almeno un anno prima, per essere in linea con la loro programmazione; Effettuare tra i vari Comuni un coordinamento d’area per avere regolamenti il più possibile omogenei.

(Redazione)