“Dum Romae consilutur,Saguntum expagnutur” è un amaro commento di Tito Livio al ritardo dell’intervento di aiuto di Roma alla Città spagnola di Sagunto, che era sotto assedio da parte dei Cartaginesi. Dell’assedio non ne ha più memoria nessuno, mentre il commento è diventato una celebre citazione che ha travalicato circa 2000 anni di storia, diventando un monito nei confronti di chi parla senza prendere decisioni rilevanti mentre c’è chi per colpa di queste viene distrutto.

Senza andare troppo lontano dalla nostra realtà oggi non sarebbe fuori luogo scrivere “Mentre la Politica parla, la Sicilia viene espugnata”. Alcuni potrebbero eccepire definendola una battuta facile o banale, perché in Sicilia è così che va; anzi è così che deve andare. Questa è la maledizione madre della Sicilia, terra Gattopardesca dove passano gli anni, s’intervallano le stagioni, qualche volta cambiano anche i nomi degli uomini “al potere”, ma i meccanismi rimangono pressoché invariati.

Continuando di questo passo i “Signori dei Palazzi” e del potere rischiano di rimanere comandanti senza esercito, poiché questa regione sta diventando terra di transito non solo per gli immigrati dal mare ma soprattutto per tutti quei giovani che non essendo “amici e parenti di” partono sempre in numero superiore. E’ in atto un esodo di cui nessuno parla ed è questo il primo tema che governo nazionale e regionale dovrebbero mettere nelle loro agende di governo.

La vera questione non sono i tanti aspetti infrastrutturali, economici e sociali che in questa terra non funzionano ma il vero “cancro” è l’assoluta mancanza di un piano, di un progetto, di una visione per il futuro. La mia generazione è da un lato sedotta e drogata dai facili divertimenti e dalle belle parole ad effetto e dall’altra è strangolata da sistemi perversi e corrotti le cui colpe sono di tutti e quindi di nessuno.

In queste ore, tra finanziarie approvate e formazioni di fantomatici governi, da una parte si urla allo scandalo e dall’altra parte si grida al cambiamento senza concludere nulla, perché alla “nomenclatura” così conviene, è sempre meglio avere dei giovani che debbano ricercare la sopravvivenza piuttosto che avere dei ragazzi pensanti domani potrebbero “essere pericolosi”.

La mia, la nostra generazione, i vostri figli o nipoti, siamo “fottutti…siamo falliti” ma, ricordando la storia ed il discorso pronunciato nel 2008 ai neolaureati di Harvard dalla scrittrice J.K. Rowling nel quale ha parlato dei benefici del fallimento, rifletto sul fatto che non tutto è perduto e che probabilmente il migliore modo per ricominciare è quello di ripartire proprio riconsiderando i benefici che si hanno nel vivere in questo momento storico.

Tommaso Di Matteo

(Tommaso Di Matteo)

Articolo di Salvatore Scaduto