Al suo arrivo a Palermo abbiamo incontrato e intervistato Vienna Cammarota, la guida ambientale escursionistica che a 68 anni sta ripercorrendo il viaggio fatto in Italia nel 1786 dallo scrittore tedesco Wolfgang Goethe. L’intervista è stata rilasciata durante la visita di Vienna Cammarota al Museo dell’Acciuga ad Aspra, frazione marinara di Bagheria, dove la guida ambientale era invitata come ospite per un collegamento con una trasmissione televisiva sportiva, in occasione della partita tra Palermo e Bari, insieme al reggente del Santuario di Santa Rosalia padre Gaetano Ceravolo e a tanti altri ospiti.

Durante la mia attività da guida ambientale escursionistica -racconta Vienna Cammarota- ho fatto molti cammini tra i quali quello della Terra Santa tra la Palestina e Israele o quello tra il Tibet e il Nepal. Il cammino che sto attualmente affrontando è il tour che fece Goethe in Italia, partendo come lui dalla Boemia. Così come lo scrittore tedesco, anch’io, sono partita da Praga, successivamente ho proseguito prima in Germania e poi in Austria passando dal Tirolo e giungendo in Italia.

Da quando sono arrivata in Sicilia e a Palermo -continua Vienna Cammarota– ho capito cosa intendeva Goethe quando affermò: “L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna nello spirito. Qui è la chiave di ogni cosa”. Quando sono arrivata a Palermo in nave, così come fece a suo tempo Goethe, sono rimasta assolutamente colpita dalla sua bellezza e una volta scesa a terra sorpresa positivamente dall’accoglienza dei palermitani.

Durante questo mio percorso siciliano -conclude Vienna Cammarota– farò a piedi tutto il tragitto che fece Goethe e ho già visitato Monte Pellegrino e il Santuario di Santa Rosalia, l’Orto Botanico e Villa Palagonia a Bagheria. Nei prossimi giorni proseguirò il mio cammino con le tappe di Monreale, Alcamo, Gibellina (per commemorare i cinquant’anni dal terremoto), Selinunte, Segesta, Agrigento, Cammarata, Filaga. Da qui proseguirò verso Catania e concluderò il percorso siciliano a Messina dove incontrerò gli studenti dell’Università di Messina.

(Salvo Scaduto)

Articolo di Salvatore Scaduto