La stagione estiva è alle porte e la Tonnara di Scopello è ormai chiusa al pubblico da gennaio. Nessun siciliano, nessun turista può godere della bellezza dei famosi faraglioni scelti come sfondo di tanti film. Tra burocrazia, carte bollate, rinvii e sospensioni la conclusione della gara per la gestione di questo pezzo di paradiso in provincia di Trapani appare lontana.

La Tonnara di Scopello, uno dei luoghi più belli in Sicilia

A sottolineare l’ennesima stranezza dell’iter travagliato della gara è la Giuseppe Blunda sas, società impegnata da anni per lo sviluppo turistico della Sicilia e che ha partecipato al bando, molto poco pubblicizzato, per l’assegnazione della gestione della Tonnara di Scopello.

Notevole l’impegno economico previsto dal bando di gara: “il canone annuo di locazione viene indicato in euro 324.000,00” con l’obbligo per il conduttore di stipulare “una polizza fideiussoria per l’ammontare di euro 300.000,00”. Inoltre, per l’assegnazione del sito, il Giudice del Tribunale di Trapani avrebbe dovuto prendere in considerazione l’offerta “maggiormente conveniente, tenuto conto del prezzo offerto e delle capacità/qualità del soggetto imprenditore offerente”.

Cartello che vieta al pubblico l’ingresso alla Tonnara di Scopello

Tre i partecipanti ammessi alla gara: la Giuseppe Blunda sas, la Tonnara di Scopello srls e la costituenda società Del Duca-Trupia-Bonventre-Barone, l’unica secondo il giudice a possedere i requisiti richiesti.

“Siamo stati esclusi dalla gara senza alcun motivo valido e abbiamo già presentato ricorso – sono le parole di Giuseppe Blunda, titolare della Giuseppe Blunda sas –. A pagare lo scotto di queste gare ‘poco chiare’ alla fine sono sempre i cittadini e l’economia siciliana. La nostra offerta economica è di gran lunga superiore a quanto richiesto nel bando, siamo un’azienda solida e ben radicata sul territorio, la nostra esperienza nel settore turistico è ampiamente provata: chiediamo solo di poter partecipare alla gara e di ridare lustro e vitalità alla meravigliosa Tonnara di Scopello che da troppo tempo è stata indebitamente sottratta a cittadini e turisti”.

(Redazione)

 

Articolo di Salvatore Scaduto