La Polizia di Stato ha risolto, nel giro di poche settimane, il caso di una violenta rapina perpetrata in danno di un cittadino palermitano, raggiunto nel suo domicilio, tenuto sotto scacco per diversi minuti con una pistola puntata alla tempia e privato di denaro e carte di credito. A rispondere di quella rapina è Dario Miccichè, 23enne della Marinella che dovrà rispondere anche del reato di uso fraudolento di carta di pagamento. Ad occuparsi degli sviluppi degli elementi investigativi di questo cruento caso di rapina in abitazione i “Falchi” della sezione “Contrasto al crimine diffuso” della Squadra Mobile.

La vittima ha raccontato agli agenti di avere conosciuto il suo aggressore sul web, in un sito di incontri e di essersi visto con lui poche volte, l’ultima delle quali, alcune settimane prima dell’aggressione: il giorno della rapina Miccichè avrebbe raggiunto la vittima nel suo domicilio, nel centro storico cittadino e, tenendolo sotto la costante minaccia di un’arma, gli avrebbe sottratto il portafogli, contenente 70,00 euro e la carta di credito, senza null’altro riuscire a depredare, dopo avere rovistato tutti gli ambienti dell’appartamento.

I poliziotti della Mobile palermitana hanno, preliminarmente, scandagliato gli ambienti delle frequentazioni on line della vittima, riuscendo ad ottenere una prima decisiva scrematura di sospettati. Decisivo, ai fini della sua identificazione, la circostanza che il Miccichè, nel breve lasso di tempo intercorso tra la rapina ed il blocco della carta attivato dal proprietario, proprio attraverso quello strumento avesse effettuato ben tre prelievi in banca ed alle poste. Le fasi dei prelievi, durante le quali il malvivente si avvicina agli sportelli, scruta il codice pin su un foglietto, anch’esso sottratto alla vittima e ritira il denaro, sono state immortalate dalle telecamere a circuito chiuso degli istituti di credito ed osservate dai poliziotti che sono riusciti, in tal modo, ad identificare compiutamente il Miccichè.

Nel corso, inoltre, di alcune perquisizioni effettuate dai poliziotti presso un’abitazione nella sua disponibilità, dove, sapendo di essere ricercato, aveva trovato rifugio, sono stati rinvenuti ulteriori riscontri al racconto della vittima, nonché una pistola a gas, esteticamente riproducente una vera rivoltella che, si ritiene, sia la stessa usata per compiere la rapina.

(Redazione)

Articolo di Salvatore Scaduto